La Congregazione degli Oblati di San Giuseppe
Una fondazione nata in tempi difficili
La Congregazione degli Oblati di San Giuseppe(Congregatio Oblatorum Santi Joseph, OSJ) nacque nel 1878 ad Asti, in Italia, grazie alla visione di San Giuseppe Marello (1844-1895), un sacerdote e poi vescovo che riconobbe gli urgenti bisogni spirituali e sociali del suo tempo. L’Italia del XIX secolo era segnata da sconvolgimenti politici, secolarizzazione e crescente distanza tra la società e la Chiesa. In questo contesto, Marello fondò una nuova famiglia religiosa dedicata non alla ribalta o al potere, ma al servizio tranquillo e fedele radicato nel Vangelo.
Una spiritualità ispirata a San Giuseppe
Il cuore della Congregazione è una spiritualità semplice ma profonda, ispirata a San Giuseppe. Marello insegnò ai suoi figli a vivere nascosti con Cristo, coltivando una profonda vita interiore, e allo stesso tempo ad essere pronti per un generoso lavoro apostolico. La sua nota espressione cattura questo spirito: essere “certosini in casa e apostoli fuori”. Questa unità di preghiera e azione, di silenzio e servizio, divenne il segno distintivo della vocazione degli Oblati.
Inizi umili nel servizio
La prima comunità prese forma nell’ex monastero di Santa Chiara ad Asti. Da lì, i primi Oblati si dedicarono a opere pratiche di carità: assistendo il clero parrocchiale, educando i giovani e prendendosi cura dei poveri, degli anziani e di coloro che spesso vengono dimenticati. La loro missione non fu mai guidata da grandi strategie, ma da un’umile attenzione ai bisogni della Chiesa e da una profonda fiducia nella Divina Provvidenza.
Dall’Italia al mondo
Dopo la morte del Fondatore nel 1895, la Congregazione continuò a crescere, estendendo gradualmente la sua presenza oltre l’Italia. Una svolta decisiva avvenne nel 1915, quando i primi missionari Oblati furono inviati nelle Filippine su richiesta di un vescovo locale che aveva bisogno di sacerdoti. Questo segnò l’inizio di una più ampia espansione missionaria che presto raggiunse il Brasile (1919) e gli Stati Uniti (dal 1929). Grazie a queste basi, la Congregazione iniziò ad assumere un carattere sempre più internazionale.
Una missione in crescita attraverso i continenti
Nei decenni successivi, soprattutto dopo la Seconda Guerra Mondiale, la Congregazione si espanse ulteriormente in tutto il mondo. Furono istituite nuove presenze in America Latina, tra cui Perù, Bolivia e Messico, e in Asia, in particolare in India. Negli anni successivi, la missione si estese anche a parti dell’Africa, in particolare alla Nigeria, e ad altre regioni in cui la Chiesa richiedeva un servizio pastorale e missionario. Questa crescita è stata accompagnata da un cambiamento significativo: le vocazioni sono sorte sempre più spesso da questi paesi di missione, dando alla Congregazione un volto veramente internazionale.
Nel 2025, gli Oblati di San Giuseppe sono presenti in numerosi paesi in Europa, America, Asia e Africa. Quella che era nata come una piccola fondazione italiana è diventata una famiglia mondiale di uomini consacrati, uniti non dalla geografia ma da un carisma comune: vivere la vita nascosta, fedele e operosa di San Giuseppe al servizio della Chiesa.
Fedele allo Spirito di Nazareth
Eppure, nonostante la crescita e la diversità, l’identità degli Oblati di San Giuseppe rimane immutata. Oggi, come alla sua fondazione, la Congregazione cerca di vivere la vita nascosta di Nazareth: umile, fedele e vicina alla vita quotidiana delle persone. Seguendo l’esempio di San Giuseppe, gli Oblati continuano la loro missione nella Chiesa: servire silenziosamente, formare i cuori e portare Cristo agli altri attraverso la preghiera, l’educazione e la cura pastorale.
“Siate certosini in casa e apostoli fuori”.
Fonti
Severino Dalmaso, Storia della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe in Italia dalla fondazione al 1940, Studi Marelliani 5 (Roma, 2013).
Severino Dalmaso, Storia della Congregazione degli Oblati di San Giuseppe nelle Filippine, in Brasile e negli Stati Uniti d’America dagli inizi al 1940, Studi Marelliani 6 (Roma, 2014).
